15th Novembre 2020

Siamo felici di annunciare la conclusione della prima vendemmia presso la nostra nuovissima cantina qui nella valle della Chiesa del Carmine. Un percorso emozionante iniziato con il trasporto di tutti i serbatoi e l’equipaggiamento che tenevamo presso l’azienda Palazzone (a Orvieto, il luogo in cui si sono in precedenza svolti tutti i processi di vinificazione delle nostre uve), e culminato con la lavorazione di circa 30 tonnellate di frutta biologica il cui succo, mentre scriviamo, si sta trasformando in delizioso vino.

Dietro le quinte, come sempre accade, c’è stato un intenso e complesso lavoro di preparazione della struttura e di tutte le operazioni di cantina. Se, infatti, una pandemia non può fermare il corso della natura e le uve hanno perciò continuato imperterrite a maturare in vigna sotto il sole dell’Umbria, gli effetti sulle attività umane hanno invece rallentato il lavoro dei produttori che avrebbero dovuto fornirci l’attrezzatura mancante, nonché quello delle autorità locali nel redigere la documentazione necessaria all’autorizzazione dei processi di trasformazione in cantina. Le ultime fasi di approntamento e i lavori di costruzione hanno poi subito un brusco rallentamento in primavera, per via dell’applicazione di tutte le misure di sicurezza che garantissero il distanziamento sociale e condizioni idonee per dipendenti e muratori. Alla fine, comunque, ce l’abbiamo fatta.

La nostra nuova cantiniera Charlène Guitton, di Épernay, in Francia, ha lavorato senza sosta sotto lo sguardo attento del nostro enologo e consulente Giovanni Dubini, per allestire l’equipaggiamento prima, e condurre tutte le fasi della vinificazione poi. Ogni serbatoio in acciaio è stato meticolosamente lavato per assicurare le migliori condizioni igieniche per lo stoccaggio del vino; un impianto di refrigerazione delle cisterne per il bianco e i rosati è stato progettato per impostare il controllo della temperatura del mosto in fermentazione; un piano della vendemmia è stato accuratamente redatto e poi rimodellato se necessario: occorreva programmare la raccolta manuale delle uve in base al monitoraggio delle maturazioni in vigna, la successiva pigiatura, e infine gestire lo spazio tenendo conto del trasferimento e dei travasi del mosto negli appositi serbatoi per il corretto svolgimento dei processi fermentativi.

Tutto è andato fortunatamente secondo i calcoli e tutta la nuova attrezzatura (gli strumenti di cantina, la diraspatrice, la pressa e le pompe) ha funzionato correttamente. Il lavoro della pressa pneumatica è stato di volta in volta calibrato a seconda della varietà e del vino da ottenere, e ogni passo della vinificazione è stato rigorosamente mosso verso il perseguimento della più alta qualità possibile, senza compromessi. Charlène ha controllato tutte le cisterne almeno due volte al giorno durante la fermentazione, e l’enologo è stato una presenza costante, offrendo la sua guida dall’alto della sua preziosa conoscenza, acquisita dopo anni e anni di esperienza (per la precisione, 42 vendemmie).

Volendo tirare un bilancio, siamo molto soddisfatti della qualità delle uve, che corrobora le nostre aspettative verso i vini di un’annata, la 2020, che crediamo possa rivelarsi una stagione da ricordare. Le condizioni climatiche sono state ideali, con buona piovosità a novembre e dicembre 2019 (che ha garantito un’adeguata riserva idrica per i mesi successivi e in particolare per l’estate), e tutto è filato senza problemi in vigna fino alla raccolta. La quantità di frutta prodotta è equiparabile a quella del 2019, e avere la possibilità di vinificare immediatamente in loco, senza doverci occupare del trasporto delle uve, ha reso la lavorazione molto più agevole e siamo sicuri che lo snellimento delle operazioni avrà un fantastico impatto sulla qualità finale dei vini.

La prossima sfida, ora, sarà il trasferimento delle nostre barrique da Orvieto, e dovremo organizzare al meglio lo spazio per sistemarle tutte. Nel frattempo, continueremo ad accogliere tutti i visitatori che vorranno essere testimoni del nostro lavoro, assaggiare i nostri vini, e fare un tour della nostra moderna cantina, ricavata da quello che fino a due anni fa era un vecchio fienile cadente e abbandonato.